Gli ultimi giorni, dopo mesi un po’ rocamboleschi e in una situazione economica e politica non delle migliori, visto il permanere di certe restrizioni, quali un green pass che non è applicato in nessuna nazione come in Italia, hanno portato con sé grandi novità. La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili i referendum proposti dai progressisti, dalla sinistra e dai radicali, ovvero quello sull’omicidio del consenziente e quello sulla legalizzazione delle droghe leggere. Di quest’ultimo, in modo particolare, come avranno notato i nostri lettori, ci siamo occupati a lungo, prospettando anche la drammatica situazione cui saremmo andati incontro, in caso di approvazione della consulta e, poi, di vittoria elettorale. Non soltanto il pericolo è stato scampato ma, senza ombra di dubbio, queste giornate hanno rappresentato la vittoria della vita sulla cultura dello sballo, dell’alienazione e della morte che sta a cuore a chi evidentemente non è consapevole della portata negativa delle proprie battaglie e a chi scientemente agisce per nuocere alla propria civiltà e alla propria cultura.

Per prevenire il nemico, il quale non ha accettato la sua sconfitta, che resterà occasionale, se da parte nostra calerà l’attenzione e verrà meno l’incessante difesa di valori primari e immortali, bisogna conoscere appieno il movente del suo agire. Per uccidere un popolo, una cultura e porre fine ad una civiltà ci sono metodi più raffinati della pulizia etnica adoperata per esempio lo scorso secolo da Tito e dai partigiani comunisti slavi, i cui si difensori, oggi, lottano per la morte e non per la vita; nello specifico essi sono: la demonizzazione della storia di quel popolo, ( utilizzo smodato dei termini “Medioevo”, “medievale” per offendere) la distruzione dell’identità, quella sessuale, ( maschi e femmine sono costrutti sociali retrogradi) , quella nazionale ( esistono solo gli uomini) quella religiosa ( vilipendio costante della religione cattolica) e quella familiare ( elogiare le pratiche abortive, senza fornire alle donne alternative, e parificare alla famiglia naturale altre unioni). Il tutto passa attraverso la perdita dell’utilità sociale dei cittadini, visto che il lavoro diventa sempre più una chimera, rinunciabile, se non si accetta di piegarsi a determinati diktat ( green pass), lo stordimento di essi con le droghe e la propaganda sullo scarso valore della vita umana, alla quale un uomo può rinunciare semplicemente facendo una richiesta.

Perché ricordare tutto ciò? La Destra, per essere alternativa al mondo progressista, deve fondare la sua azione politica proprio sulla lotta a determinate degenerazioni e, nel momento in cui formula proposte di legge in tal senso, non deve esimersi dal ricordare quali sono le bussole dell’azione. In un mondo in cui contano sempre di più i messaggi ad effetto e gli slogan pubblicitari, recuperare la via dei veri valori è il primo passo per cancellare tesi che avvelenano la nostra nazione da svariati decenni ormai e che sinistramente si diffondono nell’intero mondo occidentale. Ieri ha trionfato la vita. È il segno di un mondo che non è in toto prono e rassegnato all’autodistruzione, perciò non cedere e combattere con ancor più determinazione, queste devono essere le nostre parole d’ordine.