La notte tra l’8 e il 9 aprile si spegneva, nella proprietà di famiglia a Villa di Careggi, il terzo Signore di Firenze, Lorenzo il Magnifico, lasciando i fiorentini sgomenti e preoccupati per il futuro.

Nato nel 1449, figlio di Piero de’ Medici e Caterina Tornabuoni, e passò i suoi primi dodici anni di vita ad essere educato per poter, un giorno, condurre il banco di famiglia, per questo, insieme al fratello Giuliano e alla sorella Bianca, viene educato dai maggiori dotti e intellettuali che si trovavano in quel periodo a Firenze, come Marsilio Ficino, Gentile da Urbino e altri importanti umanisti. In questo periodo il giovane Lorenzo inizierà a coltivare un forte interesse per il sapere e la cultura che lo accompagnerà tutta la vita, soprattutto, durante la sua signoria, facendo di Firenze la città delle arti per eccellenza. Nel 1463, Piero, il padre di Lorenzo,si trova alla guida del Banco Medici, che dirige assieme ai due figli e per prepararli alla vita politica decide di mandarli in missione diplomatica in giro per l’Italia.

Al giovane Lorenzo è affidato il compito di recarsi a Milano e Venezia, città dove si trovavano delle filiali del banco, per controllare gli affari di famiglia e per farsi conoscere in quelle che erano le città più importanti dei più grandi stati della Penisola, il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Per i tre anni successivi il futuro signore del capoluogo toscano girerà le corti d’Italia, anche quella papale, per poi tornare al luogo d’origine a causa di gravi problemi politici, primo tra tutti la morte del duca di Milano, alleato dei Medici, e la ripresa del partito antimediceo a Firenze, che aveva sempre più seguito. La situazione si sistemò nel giro di qualche mese, grazie anche all’azione di supporto di Lorenzo alla linea politica del padre. Nello stesso anno sposerà la nobile romana Clarice Orsini e verrà eletto nel Consiglio dei Cento, carica che manterrà fino alla morte del padre, sopravvenuta nel 1469, per prenderne il posto.

A venti anni Lorenzo si trova a dover governare Firenze assieme al fratello Giuliano, i due portano avanti una serie di riforme volte a migliorare la città e i rapporti tra le varie fazioni al suo interno, nonché l’economia e la politica estera. Nonostante tutta questa azione politica non placa tutte le fazioni ostili alla famiglia Medici, che sostenute anche dal pontefice, con il quale Lorenzo disputava alcuni territori, organizzano una congiura per eliminare i due fratelli. Così il 26 aprile 1478 al momento della consacrazione dell’ostia, durante la messa in Santa Maria del Fiore dei sicari attaccarono i due fratelli, Giuliano venne colpito a morte, mentre Lorenzo si salvò insieme ad altri chiudendosi nella sagrestia della chiesa. Alla notizia della congiura il popolo fiorentino si sollevò contro i congiurati, azione che permise a Lorenzo di uscire dal luogo dove si era rifugiato e di poter far iniziare la ricerca dei congiurati e a loro esecuzione. Negli anni successivi fu impegnato in guerra su più fronti e solo nel 1480 si arrivò alla definizione di una pace. Gli ultimi anni del Magnifico,invece, sono caratterizzati dal declino fisico causato dalla malattia e anche l’allontanamento volontario da molte azioni di governo sempre più demandate al figlio Piero, che diventerà per poco tempo Signore di Firenze.

Questa è la vita del più importante politico e signore del Rinascimento, universalmente riconosciuto come esempio di mecenate delle arti, protettore di scuole filosofiche e sovvenzionatore di poeti, ma anche politico abile e scaltro, celebrato per le sue gesta da intellettuali e diplomatici mentre era ancora in vita e quasi divinizzato dopo la sua morte.

Arturo Maiorca