“Benvenuti in mare aperto”.


Esordisce così il manifesto delle Sardine, movimento politico esploso nelle ultime settimane e ormai al centro del dibattito pubblico. Un augurio, probabilmente sarcastico, ma che noi accogliamo con entusiasmo, siamo a bordo.


Le Sardine sono un movimento, apparentemente spontaneo, nato, a detta dei suoi leader, in aperto contrasto a Matteo Salvini, la Lega e in via più generale al Populismo e al Sovranismo. Un movimento sorprendente per la sua capacità di imporsi nel dibattito pubblico nazionale, soprattutto per la grande esaltazione e ammirazione che ha ottenuto presso le testate giornalistiche più rilevanti e le trasmissioni televisive politiche di maggior rilievo. Ma cosa rappresentano le Sardine? Quali sono le loro istanze?

Apparentemente si potrebbe pensare che queste Sardine siano un movimento anti-sistema, che si oppongano ai “padroni” e che contrastino i nemici dei nostri tempi… tuttavia così non è. Le Sardine, invece, possono essere considerate come i “cani da guardia” dell’ordine global-liberista oggi imperante.

Innanzitutto questa prima considerazione ci porta ad escludere che quindi le Sardine siano un movimento di Sinistra e probabilmente tale illazione ci permette di mettere in discussione l’esistenza stessa di una Sinistra nell’attuale panorama politico. Per Sinistra noi intendiamo quella fazione politica che ha nel lavoro, nei lavoratori e nella lotta di classe le sue bandiere e nelle quali risiede la sua storia, la sua natura e la sua essenza. Se questa è la Sinistra appare evidente come oggi non esista nessun movimento o partito che si ispiri a tali valori. Semmai si può parlare di usurpatori, o meglio, di sciacalli che continuano ad usare indebitamente il termine Sinistra per connotare le loro posizioni politiche.

Quelli che oggi si presentano come Sinistra sono gli stessi che hanno tradito il lavoro, voltato le spalle ai lavoratori e cambiato fazione nella lotta di classe, patteggiando per gli oppressori, declassando gli oppressi. Warren Buffett, imprenditore americano tra i cinque uomini più ricchi al mondo, dichiarò nel 2011 :”La lotta di classe esiste ancora ma siamo noi ricchi che la stiamo conducendo e la stiamo vincendo”. Vittoria evidentemente agevolata da quella massa di impostori che si professano di Sinistra i quali, dal 1989 ovvero dalla caduta del muro di Berlino, hanno sposato le posizioni neo-liberiste e globaliste, massacrando le Nazioni, i popoli e i lavoratori. Nel panorama attuale le categorie politiche hanno perso ogni tipo di valore ma ciò non deve condurre al parossismo: il capitalismo non è confondibile con la Sinistra, vuoi socialista vuoi comunista.

Un’avvertenza però è doverosa: il capitalismo, per il fatto che non si connota con la Sinistra, allora non è direttamente e necessariamente riconducibile alla Destra, o meglio, con una certa Destra e soprattutto che il lavoro e le questioni sociali siano argomenti alieni a quest’ultima, tutt’altro! Tuttavia quanto esposto non sembra avere significato né per le Sardine né per i loro seguaci: perché mai preoccuparsi delle questioni sociali quando le istanze social rappresentano le uniche necessità da soddisfare? La dimostrazione di ciò deriva dalle “proposte” che le Sardine hanno esposto nella manifestazione a Roma il 14 dicembre. Nessun riferimento a tematiche quali il lavoro, la giustizia sociale e la distribuzione della ricchezza, le Sardine si sono preoccupate invece di esporre tematiche concernenti la trasparenza nei social, la violenza fisica e verbale e la garanzia che gli eletti facciano politica in guisa istituzionale. A sentire le loro “proposte” sono evidenti la banalità e la faziosità delle stesse.

I sei punti esposti a Roma dimostrano l’assenza totale di progettualità politica e l’assoluta improvvisazione di questo movimento. Profetiche risultano oggi le parole di Marcello Veneziani:” i tempi moderni sono quelli in cui l’improvvisazione si sostituisce all’intuito. Ciò nonostante le Sardine hanno più volte ribadito che non intendono sostituirsi né alla politica né a chi fa lotta dal basso. Questa affermazione, fermo restando l’ilarità della seconda parte per le ragioni sopra esposte nel senso che mai potrebbero le Sardine essere un movimento che viene dal basso se si pongono a difesa gli interessi dell’élite finanziaria, più che legittimarle tradisce le stesse.

Loro non hanno intenzione di sostituirsi alla politica ma si prestano, o meglio, si prostrano alla sua difesa. La politica oggi è dominata dalla finanza e dall’economia, ergo se non ci si vuole sostituire alla medesima non si intende neanche cambiarla, e perché no, rivoluzionarla. Le Sardine sono il mezzo che consentono la conservazione del sistema: nessuna contestazione al vigente ordine mondiale, ecco il motivo del grande successo da loro riscontrato, al punto che sono pronte a ringhiare contro chiunque, seppur in apparenza, si presenti per cambiare tale ordine. Da qui si deducono i loro avversarsi politici ovvero sovranisti e populisti. Le Sardine piuttosto che reagire alle cause dei mali di questi tempi insorgono contro i loro effetto.

Populisti e Sardine sono due facce della stessa medaglia, anzi della stessa moneta: l’Euro. Le prime sono evidentemente i suoi paladini e ciò si evince anche dalla massiccia presenza di bandiere dell’UE e di sardine di cartone colorate con le dodici stelle gialle su sfondo blu. I secondi i suoi contestatori, anche se questi più che rappresentare un’alternativa al sistema ne simboleggiano la patologia e come tale sono l’illusione per i popoli di risolvere le loro problematiche.

Vedete care Sardine vi ringraziamo che ci avete accolto in mare aperto, tuttavia ignorate che noi ci siamo sempre stati. È da sempre che navighiamo nelle acque più buie, che sopravviviamo alle intemperie e speriamo che il sole sorga ancora. Abbiamo imparato a domare le onde più grosse e violente. Non abbiamo mai perso di vista la nostra stella polare, la nostra via è sempre stata chiara, sappiamo che strada intraprendere e come solcarla. Conosciamo la direzione dei venti sperando finalmente di rinnalzare le nostre vele e riprendere il nostro cammino cosicché voi tutti vi sposterete, come sardine al passaggio degli squali.