In queste settimane nei mercati finanziari non si parla di altro, lo sviluppatore immobiliare cinese Evergrande è sull’orlo del collasso. Finora questo sembrava essere solo un problema locale, ma le preoccupazioni per una crisi finanziaria (cinese) si sono estese ai mercati finanziari occidentali. 

Chi è Evergrande group? È il secondo più grande sviluppatore immobiliare in Cina, vende appartamenti per lo più ai ceti medio-alti. Il modello di business di Evergrande è quello di acquistare terreni edificabili con denaro preso in prestito e di realizzare complessi abitativi importanti che vende agli acquirenti interessati dietro pagamento anticipato (di solito prima che il terreno sia rotto). 

L’assunzione di debiti è stata una parte costante del modello di business di Evergrande. La società attualmente sostiene un carico di debito di 300 miliardi di dollari. Le autorità di regolamentazione cinesi hanno istituito una serie di nuove regole negli ultimi mesi per raffreddare il mercato immobiliare.

Le nuove regole di ingegneria finanziaria per le imprese di costruzione prevedono in particolare “tre linee rosse”: (1) il rapporto tra passività e attività deve essere inferiore al 70%, (2) il rapporto tra debito netto e patrimonio netto non deve superare il 100% e (3) il debito a breve termine non deve superare la liquidità disponibile di una società. 

Questo intensificarsi delle viti regolamentari è stato un disastro per Evergrande: la società ha già superato tutte e tre le linee rosse ad aprile. Pertanto, non può assumere nuovi prestiti e ha difficoltà a rimborsare i prestiti in scadenza.

Cosa potrà accadere ora? C’è chi dice che la compagnia possa presentare la bancarotta per andare ad una ristrutturazione del debito oppure vi è un possibile scenario di liquidazione abbastanza sconsigliato poiché richiederebbe molto tempo per liquidare tutte le attività in possesso di EG e probabilmente gli investitori azionari non otterrebbero nulla.

Nel caso di Evergrande, non sembra che il governo sia disposto a intervenire. In primo luogo, Pechino vuole garantire una crescita sostenibile nel settore immobiliare, eliminando le società sovraindebitate. In secondo luogo, un salvataggio di 300 miliardi di dollari trasferirebbe solo il debito da Evergrande al governo, producendo volatilità nel mercato dei titoli di stato cinesi.

Evengrande ha sospeso le contrattazioni presso la borsa di Hong Kong in attesa di una possibile offerta sulle azioni della compagnia. La Cina potrebbe essere considerata responsabile di un contagio finanziario e di una nuova crisi come quella del 2008-2009.