In base alle ultime disposizioni del governo Draghi, l’Italia vivrà la Pasqua come l’ anno scorso, cioè con chiusure generalizzate e con l’ istituzione di una grande zona rossa che durerà qualche giorno.
La soluzione adottata, nel merito, non appare giusta, per una serie di fattori; per esempio, è alquanto incomprensibile che a un anno dall’ inizio della pandemia la sanità sia stata poco potenziata e che si proceda con chiusure generalizzate, senza minimamente porsi il problema.

Il blocco può andar bene quando si viene travolti da un’ ondata improvvisa, non quando l’ emergenza diviene usualita’. L’ economia risente enormemente di questo e la speranza della zona gialla, che, con tutti i limiti del caso, aveva rappresentato la sopravvivenza di tante attività imprenditoriali, è stata definitivamente disattesa. Il peggio, però, non finisce qui.

Lo stesso governo che porterà l’ Italia in zona rossa nel periodo pasquale e che deliberatamente ha eliminato la zona gialla, è lo stesso governo che consente agli italiani di spostarsi per andare in vacanza all’ Estero. Un provvedimento di tale portata da l’ idea che, per l’ ennesima volta, l’ interesse nazionale è un miraggio, dunque, un fatto impossibile da raggiungere, a causa della mentalità di molti dei parlamentari e dei ministri che appoggiano e prendono certe scelte. La legge può essere giustificata come necessaria a contenere il contagio, allo stesso modo, però, ciò deve valere per tutti i tipi di viaggio e di spostamento. Il turismo italiano, in tempi normali, era una delle attività più redditizie e ha necessità di occupare il ruolo precedente.

La linea di rigore del governo, non essendo minimamente accompagnata da progetti di lunga durata, risulterà assolutamente disastrosa. Negli USA, in Australia, in Inghilterra e in Israele ne sono quasi usciti. L’ UE rischia di rimanere indietro e in Europa l’ Italia è quella che versa in condizioni peggiori. Tutte le attività economiche colpite dalla crisi hanno ricevuto sostegni totalmente inadeguati e i vaccini continuano a scarseggiare, con buona pace di chi fa proclami e grandi annunci. L’ ormai atavico problema della disoccupazione giovanile, cui si è aggiunto l’ isolamento e l’ impossibilità di frequentare la scuola e l’ università, potrebbe essere risolto con i famosissimi soldi del Recovery Fund. A giudicare, però, dall’ eterogeneità della maggioranza e dalle modalità con le quali hanno investito il denaro stanziato sino a questo momento, c’è poco da ben sperare, senza contare che nella programmazione teorica, la Francia, per lavoro e investimenti per il futuro della gioventù, è, per esempio, più avanti. La pandemia avrebbe dovuto renderci migliori, sicuramente ciò non è accaduto a certi che ancora oggi ci governano: anteponevano l’ interesse straniero a quello italiano in tempi normali e continuano anche adesso. La loro politica economica consistente nel massacro sistematico delle imprese con la tassazione elevata era una costante dell’ era precovid ( chi non ricorda la tassa sulla plastica e sullo zucchero?) e oggi è ancora realtà, dal momento che certi continuano a pagare, anche se hanno perso più della metà del proprio guadagno. L’ immigrazione, nonostante una pandemia e una serie di DPCM che limitano gli italiani nei loro diritti fondamentali, non è mai cessata. Quando si abolirono i Decreti Sicurezza, si parlò di ritorno delle libertà civili; probabilmente si riferivano a quelle degli scafisti o a quelle delle ONG coinvolte in scandali di ogni tipo, come gli ultimi fatti di cronaca hanno dimostrato.

A parte le idee politiche e i valori che ci dividono dai partiti di sinistra e dal M5S, cerchiamo di giudicare le loro azioni, basandoci sui fatti. È chiaro, purtroppo, che i sentimenti e le disposizioni non sono dissimili dai fatti, almeno nella maggior parte dei casi. Vorremmo realmente vedere progressi e finalmente i migliori al lavoro ma questo difficilmente accadrà e ciò, dal nostro punto di vista, era altamente prevedibile.