Con il voto favorevole del M5S alla riforma del MES, la strada per la totale cessione di sovranità è ormai avviata 


Recentemente il Parlamento della Repubblica italiana ha approvato una risoluzione del 2019 del Parlamento europeo che riforma il  MES (Meccanismo Europeo di stabilità). Questa risoluzione è svantaggiosa per l’ Italia e molto vantaggiosa per i paesi cosiddetti frugali ( Germania, Olanda, etc) e  segna una strada che da tempo la sinistra vuole farci percorrere, una strada che porterà l’ Italia ad accedere ai fondi del MES. Cos’è il MES e perché per noi sarebbe un danno economico? Il trattato del MES nasce nel 2012, quando in Italia era Presidente del Consiglio Mario Monti; gli stati membri dell’UE decisero allora di istituire un fondo al quale l’ Italia ha contribuito generosamente per ” aiutare”, tramite la concessione di un prestito, una nazione in un momento di crisi economica. Le condizionalità per poter richiedere questo prestito sono molto stringenti, la più importante è il rapporto deficit/pil che non deve superare la soglia del 60%. (queĺlo Italiano è al 135%). Laddove una nazione non dovesse soddisfare questi requisiti, ma volesse, comunque, ricorrere al MES, dovrebbe impegnarsi ad attuare una politica di austerità: taglio netto della spesa pubblica. Taglio alla spesa pubblica, per dirla in soldoni, significa taglio delle pensioni, degli stipendi e dei servizi ; Abbiamo visto queste misure applicate alla Grecia nel 2015 e in forma relativamente leggera nel nostro paese con il governo Monti. Con la riforma attuale, cambia qualcosa, in peggio; la nazione che dovesse far ricorso ai fondi del MES vedrebbe ristrutturato il proprio debito pubblico e la conseguente crisi del sistema bancario, con annesso rischio per i risparmiatori, mentre, invece,  le nazioni ” virtuose ” con i conti in ordine e con un bassissimo rapporto deficit/ pil potrebbero richiedere il prestito senza alcun tipo di condizionalità , a discapito di tutti i paesi membri dell’UE che hanno investito nel MES; in questa situazione si trova la Germania. L’ Italia non ha ancora acceduto a quei fondi e, quindi, per molti il pericolo non esiste ma, in realtà, il momento è sempre  più vicino. Da quando è iniziata l’emergenza Covid, alcuni partiti di governo hanno più volte ribadito la necessità di accedere ai fondi del MES, che servono, dal loro punto di vista, alla sanità pubblica; ci hanno raccontato che 37 mld di euro sono come una manna dal cielo e che se usati esclusivamente per la sanità sono privi di qualsiasi vincolo; a parte le ovvie menzogne, per far ripartire il Paese, servono molti più soldi e , per tale ragione, fin dal mese di aprile, iniziò tra gli stati membri dell’ UE una dura trattativa conclusasi con un accordo che istituisce il Recovery Fund,  con il quale l’ UE si impegna a elargire denaro per aiutare le nazioni più colpite dalla crisi. Data l’ ingente somma che l’ Italia ha diritto di ricevere (209 miliardi), distribuiti in più anni, il problema sembrava risolto, almeno in teoria;  se hai a disposizione 209 mld, per quale motivo ne vuoi 37, a costo di perdere benefici economici e sovranità per gli anni futuri? Ma ecco la fregatura! In base alla pianificazione della spesa, alla sanità saranno destinati solamente 9 mld, molti di più, invece,  ad altri settori,  ergo, il ricorso ad altri fondi sarà indispensabile. Morale della favola: desiderano che l’ Italia acceda al MES, ma, per paura di sembrare impresentabili e di non godere di quel minimo di fiducia che gli italiani hanno in loro, ci portano a raggiungere l’ obiettivo che si sono prefissi in modo celato e in modo tale da apparire come salvatori della Patria. I grillini hanno dichiarato più volte, anche negli ultimi giorni, che con loro al governo l’ Italia mai ricorrerà  al MES; le medesime parole le abbiamo sentite dieci giorni fa, quando si parlava di riforma del trattato( attuata) e, a giudicare da com’è finita e dalla coerenza che hanno dimostrato negli ultimi anni, c’è poco da stare sereni. L’ Italia attuale mira a dare un segnale chiaro all’ UE: non siamo capaci di costruire il futuro e di realizzare politiche serie e oculate, quindi, consegniamo la nostra patria a certi poteri illuminati, che stabiliranno in ogni minimo dettaglio la vita politica ed economica della nostra nazione, a prescindere da chi sarà al governo; con ogni previsione, i politicanti di oggi, quando si andrà a votare, non governeranno più ma i danni che avranno provocato non finiranno e serviranno a ostacolare chiunque cercherà di cambiare rotta.